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Coordinamento Bracciantile saluzzese
La salute al campo solidale di Saluzzo
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LA SALUTE AL CAMPO SOLIDALE DI SALUZZO

Come medici ed infermieri dell’Ambulatorio Popolare Autogestito Microclinica Fatih di Torino, sollecitati dalle richieste giunte dai braccianti africani accampati nel Campo Solidale di Saluzzo, gestito dalla Caritas, al Foro Boario, siamo arrivati in questi giorni alla tendopoli, per cercare di comprendere e possibilmente curare i molti problemi di salute che li affliggono.

Nel territorio sono stati allestiti altri “campi” tra i quali 3 in container gestiti dalla Coldiretti dove le condizioni di vita sono le stesse.

Al nostro arrivo , nonostante ci fosse stato detto che i braccianti sono seguiti presso un ambulatorio aperto nella sede della Caritas, ci siamo subito resi conto che le condizioni di salute sono molto precarie.

In quattro ore si sono presentati per farsi visitare circa 45 persone alle quali abbiamo garantito oltre alla visita anche farmaci e consigli.

Tutto questo in una tenda “privata” (2 metri x 3) generosamente ceduta dai suoi abitanti, dato che nella tendopoli non esiste uno spazio comune al chiuso.

I problemi di salute riscontrati denunciano le condizioni estremamente dure e indegne cui i lavoratori sono costretti: a freddo, umidità, spazi ristretti, conseguono infatti sindromi influenzali, faringo-tonsilliti, bronchiti spesso recidivanti.

Se poi si pensa che il lavoro è decisamente pesante, dura 10 ore al giorno e molte persone si alzano ben prima dell’alba per coprire in bicicletta i 20 o più km che li separano dal campo di lavoro, ecco che non si contano dolori articolari, lombalgie, tendiniti.

Nelle chiacchiere tra una visita e l’altra, molti ragazzi hanno espresso con chiarezza la propria determinazione ad ottenere condizioni migliori di lavoro e di vita per sé e per coloro che verranno in futuro.

In questo siamo solidali perché riteniamo la soluzione “campo” ( tende da profughi, spesso utilizzate in zone di conflitto per accogliere chi scappa da guerre e carestie) una soluzione emergenziale, ad un problema che emergenziale non lo è affatto.

I numeri che abbiamo trovato sicuramente non sono gli stessi che si sono avuti durante l’estate : cifre non ufficiali parlano di circa 400-450 persone a fronte di una capacità di accoglienza del campo di circa 200-240 posti e comunque tutt’ora abbiamo visto con i nostri occhi persone costrette a dormire all’addiaccio sui cartoni nella zona cucina all’aperto.

Ci chiediamo cosa ne pensi la ASL locale di ciò : ci sembra difficile che non ne sia al corrente dato che tra i suoi compiti c’è quello del monitoraggio e della prevenzione.

Vorremmo stimolare la riflessione di tutte/i, sul fatto che vita e stato di salute , sono subordinate alla condizione lavorativa alla quale sono costretti durante il periodo della raccolta della frutta.

I braccianti africani hanno rammentato a tutti che non hanno attraversato il Mediterraneo solamente per lavorare: ciò che desiderano è autodeterminazione, diritti, dignità.

2o ottobre 2014

I medici e gli infermieri

dell’Ambulatorio Popolare Autogestito

Microclinica Fatih

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